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Storia


Nel 1907 Annette Kellerman, una nuotatrice australiana, venne arrestata perchè il suo costume lasciava scoperte braccia, gambe e collo durante l'esibizione di uno spettacolo di nuoto sincronizzato negli Stati Uniti. Nelle esibizioni successive la Kellerman si dovette dotare di un costume meno succinto.

Fu questo l'evento che scatenò la graduale riduzione della grandezza dei costumi da bagno, dapprima iniziando con lo scoprire le braccia, in seguito spogliandosi fino alle cosce, cosi come il collo e il décolté. I primi bikini furono usati subito dopo la seconda guerra mondiale, benché i primi modelli non fossero molto diversi molto da quelli già usati negli anni venti.

Dagli anni cinquanta i bikini ridessero progressivamente la loro dimensione, arrivando agli anni sessanta quando si diffuse il topless. Rudi Gernreich, stilista, creò il monokini, un costume che lasciava il seno completamente scoperto. Fu un insuccesso, ma servì da apripista per altre innovazioni.

Durante gli anni ottanta nacque il tanga, diffuso inizialmente in Brasile, pare che fosse ispirato agli abiti tradizionali degli abitanti della Foresta Amazzonica.

I costumi da bagno da uomo si sono sviluppati contemporaneamente a quelli femminili, aumentando gradualmente la superficie di pelle scoperta. I costumi maggiormente diffusi sono tuttavia quelli nati alla fine degli anni ottanta, come i boxer, che seguirono la tendenza opposta, coprendo maggiormente il corpo.